Secondo i dati diffusi dalla Società italiana di Nefrologia, si stima che la malattia renale colpisce circa il 10% della popolazione, e i pazienti che ne soffrono in forma media o grave quasi raggiungono 4,5 milioni. I reni sono posizionati posteriormente alla cavità addominale, lunghi circa 10.5-12 cm, pesano circa 160 grammi ciascuno e hanno una forma simile a un fagiolo. Essi svolgono funzioni molto importanti per il nostro organismo: eliminano le scorie di sostanze, compresi alcuni farmaci, introdotte nell’organismo, mantengono in equilibrio il contenuto corporeo di acqua, sali, acidi, bicarbonati e altre sostanze, adattandolo alle diverse condizioni esterne, stimolano la produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo mediante la produzione di eritropoietina, mantengono in buona salute le ossa favorendo l’assorbimento di calcio dall’intestino attivando la vitamina D e l’azione calcificante del paratormone prodotto da ghiandole situate nella tiroide.

La malattia dei reni comporta la perdita, in modo acuto o cronico, delle loro specifiche funzioni, quindi l’incapacità di eliminare sostanze acide e le scorie di sostanze introdotte con la dieta, l’accumulo di farmaci, la riduzione della produzione midollare di globuli rossi, l’alterazione della struttura dell’osso che diventa più esposto a fratture e fenomeni di calcificazione delle pareti delle arterie, ritenzione di acqua e sale con la comparsa di ipertensione arteriosa e danno cardiovascolare, l’aumento dell’infiammazione che provoca un sequela di alterazioni del metabolismo di zuccheri, grassi e proteine e danni immunologici. È importante seguire fin dall’infanzia uno stile di vita adeguato riducendo l’apporto di sale e calorie in eccesso, il regolare esercizio fisico per ridurre il rischio di obesità e malattie metaboliche correlate, la riduzione dell’apporto di alcool e l’astensione dal fumo e l’uso inappropriato di farmaci.

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