Alla base di molti disturbi che caratterizzano la premenopausa e la menopausa possiamo indicare la diminuzione degli estrogeni. È comune che la donna, nonostante non abbia modificato le proprie abitudini alimentari, inizi a sentirsi a disagio perché si vede con qualche chilo di troppo: la “colpa” è dell’aumento del grasso viscerale, che provoca di conseguenza l’aumento del peso e del girovita. Il cambiamento del metabolismo basale che consegue la riduzione dei livelli di ormoni circolanti, ha come effetto un minor dispendio calorico.

Questo significa che, a parità di cibi consumati, con la menopausa l’organismo consuma meno calorie, e la donna aumenta di peso e cambia la ridistribuzione del grasso corporeo. Tuttavia, l’aumento del grasso viscerale (per intenderci, la pancetta), può essere un segnale di alterazioni della funzione dell’insulina. Di conseguenza, l’aumento della circonferenza vita dovrebbe essere un campanello d’allarme della possibilità che si verifichino alterazioni glicemiche e, dunque, una maggiore predisposizione allo sviluppo della sindrome metabolica. Inoltre, la riduzione dei livelli di estrogeni causa anche una riduzione della motilità intestinale, con un rallentamento del transito intestinale e dunque una maggiore probabilità di fenomeni di fermentazione e meteorismo, oltre che una maggiore predisposizione allo sviluppo di intolleranze alimentari.

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