Mal di testa, cefalea, emicrania: spesso questi termini vengono utilizzati come se fossero sinonimi, eppure non è così. La forma più diffusa di mal di testa è la cosiddetta cefalea muscolo tensiva, che si caratterizza dal cosiddetto “cerchio alla testa, ovvero da dolore generalmente gravativo-costrittivo persistente, e di intensità che può variare da lieve a moderata. Di solito il dolore tipico di questo tipo di mal di testa è in sede bilaterale o alla nuca. La durata è molto variabile: in caso di forme sporadiche, la cefalea muscolo-tensiva può andare da 30 minuti a una settimana. Nelle forme croniche tende a essere continua. In alcuni casi la cefalea muscolo tensiva si associa a capogiro o difficoltà di concentrazione e insonnia, ma difficilmente compromette le attività quotidiane del paziente in modo significativo.

Diversa è invece l’emicrania, patologia che colpisce le donne con maggiore frequenza e che, in genere, ha un esordio in età giovanile. Nell’emicrania gli attacchi di dolore, di frequenza variabile e di intensità moderata-severa, riguardano entrambi i lati della testa e possono durare da alcune ore a un massimo di tre giorni. Spesso questi disturbi sono accompagnati da fonofobia e fotofobia (intolleranza ai rumori e alla luce), nausea e vomito. A volte l’attacco è preceduto da cambiamenti dell’umore e del comportamento, ma anche da sintomi premonitori fisici – ad esempio un aumento della diuresi, o il desiderio di mangiare alimenti specifici. In genere, l’attacco di emicrania ha un impatto profondo sulla qualità della vita del paziente, e spesso lo costringe a interrompere le attività quotidiane.

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