L’epicondilalgia omerale, detta epicondilite o gergalmente gomito del tennista, è una tendinopatia, ovvero un processo degenerativo dei tendini estensori del polso. Questo succede perché i tendini, ovvero le fibre che fissano i muscoli alle ossa, si infiammano a causa di microtraumi ripetuti, perdono elasticità limitando il movimento e/o causando dolore durante l’uso di polso e gomito. Trattandosi di un disagio che può diventare cronico, l’epicondilite va presa per tempo se non si vuole essere costretti a interrompere le attività che l’hanno provocata. Ma quali sono queste attività? Ed è vero che, come suggerirebbe il nome, questo problema interesserebbe principalmente i tennisti e gli sportivi in generale? Scopriamolo insieme!

Ogni anno l’epicondilite affligge dall’1 al 3% della popolazione italiana. Questo perché la sua principale causa è lo scorretto uso dell’articolazione, condizione che si verifica facilmente negli individui che mantengono il gomito per lungo tempo in una posizione forzata, come nel caso di pianisti, barbieri e parrucchieri, meccanici, camerieri, ma anche coloro che lavorano sulla tastiera del computer. L’epicondilite è quindi una malattia molto comune che non riguarda solo i tennisti, ma persone tra i 25 e i 60 anni il cui stile di vita può condurre a microtraumi ripetuti all’articolazione, sovraccarico infiammatorio da flessioni e rotazioni errate del braccio e del polso.

 

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