L’Echinacea, studiata per la prima volta dal medico botanico svedese Liinnaeus e poi classificata dal tedesco farmacista e botanico Moench nel 1794, è il nome di una delle piante erbacee perenni facenti parte della famiglia delle Asteraceae. Il loro nome deriva dal greco echinos, ovvero riccio, per la somiglianza della parte centrale del fiore della pianta, che presenta una serie di spine di colore rosso scuro, a questo animale. Sono originarie del Nord America dove la pianta viene chiamata “Elk Root” o “radice dell’alce” il cui nome deriva dal fatto che, secondo una credenza, gli indiani d’America abbiano appreso le sue virtù curative osservando gli alci che, quando malati o deperiti, andavo alla ricerca, per alimentarsi, di questi fiori. Nelle Grandi Praterie americane cresce spontanea, fiorendo tra giugno e luglio, mentre negli altri luoghi, compreso l’Italia visto che non tende a spontaneizzarsi, si trova prevalentemente e facilmente nei centri di giardinaggio dove viene venduta a scopo ornamentale per la semplicità di coltivazione, essendo piante molto resistenti, e per i bellissimi fiori i cui lunghi petali affusolati assumono diverse tonalità.

Proprietà dell’Echinacea

L’Echinacea presenta diverse proprietà confermate dalla ricerca pubblicata su riviste autorevoli. Questa azione deriva dalla composizione estremamente eclettica di questa famiglia di piante nelle cui radici, ma anche nelle parti aeree, sono presenti diversi principi attivi che conferiscono un’azione immunostimolante, antinfiammatoria, antiossidante, antivirale e antibatterica. Entrando nello specifico l’azione immunostimolante è determinata dalla frazione polisaccaridica (echinaceina, echinacoside) che porta ad un aumento dei leucociti (globuli bianchi), dei macrofagi e della loro capacità di “mangiare” agenti patogeni e dei linfociti NK (Natural Killer) in grado di riconoscere e distruggere, per esempio, cellule infettate da virus.

In particolare, l’echinaceina determina una azione antinfiammatoria mentre i polifenoli e l’acido cicorico un’indiretta attività antiradicali liberi in quanto in grado di proteggere da quest’ultimi il collagene, che è la proteina principale costituente il tessuto connettivo dell’uomo. L’attività antivirale, invece, è da attribuirsi alla generica capacità di questa pianta di indurre un aumento della produzione di interferone alfa e beta (proteine prodotte dai globuli bianchi in grado di inibire la replicazione dei virus all’interno delle cellule infettate) e nello specifico all’acido cicorico e all’acido caffeico, nonché di un suo derivato, l’echinacoside, sostanze che tendono ad ostacolare l’aggressione dei virus.

Echinacea come “antibiotico”

Come accennato, l’Echinacea presenta una interessante attività antibiotica e batteriostatica. Questa azione è da ricondursi a tre fattori: ad un fenolo naturale, l’echinacoside derivato dell’acido caffeico, che determina l’inibizione della replicazione dei batteri, alla presenza di oli essenziali come l’emulene e alla dimostrata capacità, nell’utilizzo topico, dell’acido cicorico, di inibire l’enzima ialuronidasi, che viene sfruttato dai batteri per diffondersi nei tessuti. Questo comporta indirettamente ad opera dell’Echinacea il frenare la diffusione batterica.

Difese immunitarie

Vediamo ora nello specifico come questa capacità si esprime e a cosa può portare da un punto di vista terapeutico. L’Echinacea ha un effetto immunostimolante determinato da un incremento dell’attività delle cellule della nostra difesa che reagiscono alle aggressioni degli agenti patogeni. Nel particolare, i polisaccaridi contenuti quali l’echinaceina e l’echinacoside si relazionerebbero con le cellule del sistema immunitario presenti sull’epitelio gastrointestinale generando una risposta immunitaria aspecifica generalizzata con un incremento dei globuli bianchi, in particolare dei neutrofili, dei macrofagi e dei Natural Killer, in grado di difenderci dagli agenti patogeni contribuendo alla loro distruzione, come pure dei linfociti T responsabili dell’immunità cellulo-mediata attiva contro i patogeni intracellulari, come i virus ed alcuni batteri, ed i T helper in grado di produrre sostanze (citochine) che modulano la risposta immunitaria.

Fonte: guna.com

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