La lista dei sintomi del long covid si allunga: secondo un ampio studio pubblicato su Lancet, chi è guarito dal covid può riscontrare un peggioramento delle proprie capacità cognitive, in particolare se ha contratto la malattia in forma grave o molto grave. Alcuni pazienti dopo essere guariti avrebbero perso addirittura 7 punti di quoziente intellettivo (QI): «Le abilità cognitive dei pazienti ricoverati che hanno dovuto ricorrere all’assistenza respiratoria sono peggiorate notevolmente», si legge sullo studio, «più di quanto accada mediamente in dieci anni tra i 20 e i 70 anni di età». Lo studio, cominciato all’inizio del 2020 poco prima dello scoppio della pandemia, faceva inizialmente parte di un progetto che mirava a dipingere un quadro generale del quoziente intellettivo medio dei cittadini britannici.

Con il peggiorare dell’emergenza sanitaria Adam Hampshire, capo dello studio, ha pensato di modificare l’obiettivo della propria ricerca e di indagare in che modo la nuova malattia da coronavirus influenzasse le nostre abilità cognitive. I principali problemi sono stati riscontrati nell’ambito dell’attenzione selettiva, del ragionamento e dell’organizzazione, e hanno confermato di fatto quanto scoperto in precedenza da altri studi sul long covid che parlavano di “nebbia mentale” e difficoltà di concentrazione. Uno dei possibili motivi di tale peggioramento cognitivo potrebbe essere l’ipossia (ovvero la carenza di ossigeno), che può causare danni neurologici.

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