Il trifoglio rosso (nomi comuni trifoglio rosso, trifoglio di prato, trifoglio selvatico; nome latino Trifolium pratense) è una pianta appartenente alla stessa famiglia dei legumi. Le parti della pianta che contengono le sostanze biologicamente attive sono le sommità fiorite che possono essere lavorate per preparare estratti in compresse e capsule, ma anche per essere utilizzate in infusione come un tè. Il trifoglio rosso contiene molti isoflavoni, composti fitonutrienti con azione antiossidante. Gli isoflavoni fanno parte della categoria dei fitoestrogeni, sostanze di origine vegetale simili agli estrogeni sia dal punto di vista strutturale che funzionale. In passato questa pianta veniva utilizzata come rimedio soprattutto contro problemi respiratori anche importanti come pertosse, asma e bronchite. Oggi il trifoglio rosso viene utilizzato, come altri prodotti a base di isoflavoni, per lenire i sintomi della menopausa, per ridurre il dolore al seno associato al ciclo mestruale, per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, per prevenire l’osteoporosi e per contenere la sintomatologia connessa all’iperplasia prostatica benigna (ingrandimento della ghiandola prostatica).

Avvertenze e possibili controindicazioni

L’assunzione di prodotti a base di trifoglio rosso è generalmente ben tollerata dalla popolazione generale; gli effetti avversi più comunemente riscontrati sono alcuni disturbi a carico del sistema digerente, soprattutto mal di stomaco e nausea. Reazioni allergiche gravi a prodotti a base di questa pianta sono rare: è bene però avvertire il medico nel caso in cui si noti un qualsiasi sintomo di reazione allergica, soprattutto se importante (rash cutaneo, prurito, gonfiore specialmente se a carico di viso, lingua o gola, forti capogiri, problemi di respirazione).

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