Il significato della parola allergia è “reazione alterata”: una risposta inappropriata dei meccanismi di difesa dell’organismo a sostanze generalmente inoffensive, normalmente presenti nell’ambiente, gli allergeni. Nel caso dell’allergia primaverile, gli allergeni responsabili sono tipicamente i pollini, rilasciati da diversi tipi di piante che fioriscono in primavera. Le allergie ai pollini primaverili comprendono l’allergia alle graminacee, alle betullacee e simili. Vediamo questo tipo di allergie più nel dettaglio con una particolare attenzione alle sostanze che possono scatenarle.

I pollini primaverili

I pollini sono generalmente allergeni stagionali in quanto hanno caratteristiche di diffusione diverse a seconda del periodo di fioritura della pianta (oltre che a seconda delle aree geografiche). Per capire i mesi più a rischio ed essere preparati e protetti, è utile conoscere le piante alle quali si è allergici e anche il ciclo di vita della pianta stessa. In genere, con l’espressione allergia stagionale, si fa riferimento alle allergie primaverili, perché la primavera è la stagione caratterizzata da un maggiore numero e varietà di pollini allergeni. Molte sono infatti le piante che hanno fioritura in primavera e che possono causare sintomi allergici, ad esempio la betulla, le graminacee, il cipresso, l’olivo. Ci sono poi altre piante che hanno un periodo di fioritura più tardivo, come ad esempio l’ambrosia e l’artemisia.

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